lunedì 14 febbraio 2022

Compito di recupero classe 4C studenti Riccardo e Giacomo

 Ragazzi questo il compito da realizzare con le formule nelle celle pronti ad essere trascinati.


I due studenti studino insieme.


Compito di recupero classe 4C


Buon lavoro


Prof. Gambardella

lunedì 6 settembre 2021

APOCALISSE con la BREXIT

 Quando è importante fare informazione


APOCALISSE DA BREXIT.


Meditate sui social.


SONO LA SPAZZATURA DELL'INFORMAZIONE.


C'é solo una strada:   STUDIARE.

giovedì 13 maggio 2021

compito sui RIPARTI PER LE CLASSI PRIME.

 Ecco il compito excel da scaricare e da svolgere in laboratorio.

Dovrà essere consegnato obbligatoriamente sulla dedicata sessione di MOODLE entro e non oltre oggi ore 14,00.

Compito


Compito Riparti Condominiali


BUON LAVORO.

giovedì 14 gennaio 2021

La Malga Melagon - Documentazione tecnica e scientifica - Immagini

Ecco ragazzi si inizia il lavoro di indagine giornalistica che ognuno dovrà fare.

La prima cosa da fare è capire l'importanza delle fonti dell'OLLIERO (VI) secondo bacino Idrico d'EUROPA (acqua purissima e potabile) situato in VENETO, che sono localizzate sulla perpendicolare della Malga Melagon. (proprio sotto)

Questa è la documentazione raccolta al 14-01-2021.

Malga Melagon

Buon LAVORO e domande a go-go, come se piovesse.

Io sono sempre a disposizione nella mia email di scuola michele.gambardella.school@gmail.com.

Io aprirò anche una petizione on-line per tutti i cittadini VENETI che vogliono informarsi sull'acqua in VENETO, e per tutti gli ITALIANI desiderosi della VERITA'.

LINK PER TUTTI

https://drive.google.com/drive/folders/1UE6j2lH5bLW0ygWtPmxZKxlbjzgSbAEi?usp=sharing

Profingamba.

sabato 12 dicembre 2020

Usa, la Corte suprema boccia il ricorso presentato dal Texas: svaniscono le ultime speranze di Trump il FANFARONE.

 

I giudici hanno confermato la validità del voto per eleggere il nuovo presidente degli Stati Uniti. Lunedì la proclamazione di Biden.

Nonostante i giudici repubblicani (6) siano in netto predominio nei confronti dei democratici (3) nella Corte Suprema, la votazione si è conclusa 9-0 contro il ricorso di TRUMP.

Il più grande CAZZARO della storia USA dei Presidenti dal 1789.

New York - E' la pietra tombale sulle ultime illusioni (vere o finte) di Donald Trump di ribaltare con ricorsi giudiziari la vittoria di Joe Biden. Com'era previsto, la Corte suprema boccia il ricorso presentato dallo Stato del Texas, roccaforte repubblicana, per contestare i risultati già certificati in favore del democratico da altri quattro Stati. E' significativo che neppure i giudici più conservatori - in un tribunale costituzionale sbilanciato a destra, con sei repubblicani contro tre democratici - abbiano voluto dare spazio al tentativo estremo e improbabile del Texas. La manovra di quello Stato era apparsa inconsistente fin dall'inizio: il sistema elettorale Usa è regolato da ogni Stato e proprio la destra ha sempre difeso questa prerogativa costituzionale dei poteri locali. Perciò la stessa cultura giuridica dei giudici più conservatori ha impedito di prendere in considerazione questa "ingerenza" del Texas nelle procedure elettorali di altri Stati.

Con questa bocciatura della Corte suprema, la strada è definitivamente spianata per l'ultima scadenza istituzionale: questo lunedì 14 il Collegio elettorale prenderà atto dei risultati certificati dai 50 Stati e proclamerà formalmente Biden come il prossimo presidente degli Stati Uniti. E' il passaggio istituzionale che spiana la strada verso l'Inauguration Day, l'insediamento alla Casa Bianca di Biden il 20 gennaio. Che cosa farà Trump, ora che ha perso ogni speranza? Ma aveva davvero sperato di ribaltare per vie giudiziarie un risultato incontestabile, facendo leva sul ruolo locale dei repubblicani in diversi Stati vinti da Biden? E' vero che Trump ha costruito la sua controversa carriera da immobiliarista su battaglie legali spregiudicate, ma per lui negare la "concessione della vittoria" ha altri significati.

Anzitutto Trump si è costruito un personaggio che non può ammettere l'epiteto infamante di "loser", perdente, con cui lui licenziava i concorrenti bocciati nel suo reality-tv The Apprentice. Inoltre negare la legittimità di Biden può essere funzionale al disegno politico di ricandidarsi nel 2024. Trump passerebbe i prossimi quattro anni a rilanciare la falsa leggenda di un'elezione truccata e rubata.

Lui stesso preparò il lancio della sua candidatura nel 2015 cavalcando un'altra fake-news di cui lui stesso è autore, quella su Barack Obama nato in Africa quindi ineleggibile.

Anche quello era un modo per contestare la legittimità di un presidente regolarmente eletto.

Ma questo è drogato senza far uso di sostanze.

domenica 22 novembre 2020

Dai morti alle urne al software di Chavez: tutte le bufale (smentite) di Trump sulle presidenziali Usa

 Finora il leader statunitense uscente ha perso 31 dei 33 ricorsi legali contro la vittoria del rivale Biden. Le sue denunce di brogli sono state respinte.

sabato 21 novembre 2020

Fallisce lo "scippo del Michigan" da parte di Trump, gli stessi repubblicani resistono alle sue pressioni.---- Due legislatori locali, convocati alla Casa Bianca, hanno detto no all'estremo tentativo del presidente di stravolgere le regole e ribaltare il verdetto

 New York - Fallisce lo "scippo del Michigan" tentato da Donald Trump. Due legislatori locali, repubblicani, hanno detto no all'estremo tentativo del presidente di stravolgere le regole e ribaltare il verdetto delle urne in quello Stato industriale del Midwest conquistato da Joe Biden. I due repubblicani, convocati alla Casa Bianca, hanno risposto con fermezza: secondo loro non c'è alcuna ragione per rovesciare il risultato elettorale. E' uno smacco per il presidente, che sta esaurendo gli ultimi tentativi di non riconoscere la vittoria del democratico."Incredibile irresponsabilità. Pessimo segnale al mondo intero, sul funzionamento della democrazia". La "pazienza" che Joe Biden consigliava ai suoi elettori fino a qualche giorno fa, lascia il posto all'indignazione. L'ultima carta che Trump tenta per ribaltare il verdetto delle urne, viene definita dagli storici un gesto senza precedenti. Alcuni costituzionalisti la considerano quanto di più vicino a un colpo di Stato, rispetto alla tradizione americana di rispetto della volontà degli elettori. Trump nella serata di venerdì aveva convocato alla Casa Bianca i rappresentanti repubblicani eletti nell'assemblea legislativa del Michigan, con un obiettivo: convincerli a designare dei "grandi elettori" che voterebbero per lui come presidente. Il problema è che i cittadini del Michigan hanno scelto Biden.


Il piano di Trump è legato a una peculiarità del sistema elettorale americano: sostanzialmente, la scelta del presidente avviene a suffragio universale, formalmente invece si tratta di una sorta di voto indiretto. I passaggi sono due: prima ogni Stato deve certificare il verdetto delle urne; poi è l'assemblea legislativa dello Stato a designare i membri del collegio elettorale che travasano i voti dei cittadini a Washington e contribuiscono a designare il nuovo capo dell'esecutivo. In teoria quindi le assemblee legislative locali possono anche disconoscere la volontà dei veri elettori e designare dei "grandi elettori" di segno politico opposto. Sarebbe una tale violazione della volontà popolare, da giustificare i paragoni con un golpe. Trump ha sperato in questo scippo, perché diversi Stati-chiave che hanno votato per Biden hanno dei Parlamenti locali con maggioranze repubblicane: oltre al Michigan è il caso di Wisconsin, Pennsylvania, Georgia.

Quella di Trump è una corsa contro il tempo perché il suo piano è impossibile in quegli Stati che hanno già ufficialmente certificato il verdetto delle urne. Michigan, Wisconsin, Pennsylvania sono molto vicini a compiere quel passo irreversibile, la Georgia lo ha compiuto ieri sera. La pressione di Trump sugli eletti locali del suo partito è stata formidabile, il che rende ancora più significativo il fatto che i due eletti del Michigan non si siano piegati. Il calendario ormai si fa stretto per lui: entro l'8 dicembre gli Stati devono aver certificato i risultati, in modo che il 14 dicembre avvenga la conta a livello nazionale. Perché i Parlamenti dei singoli Stati ribaltino la volontà degli elettori, devono avere delle solide giustificazioni: brogli massicci, contese giudiziarie che impediscano di arrivare alla certezza del risultato. Ma la squadra legale di Trump continua a perdere nei tribunali le cause avviate per presunte frodi. E' riuscita a ottenere dei ri-conteggi di schede contestate, ma nessuno di questi finora ha ribaltato il risultato. Il sospetto in certi casi è che abbia voluto guadagnare tempo per avvicinarsi alla data dell'8 dicembre senza che gli Stati abbiano potuto certificare l'esito finale del voto, aprendo così allo scenario dello "scippo" in sede legislativa locale.

Le macchinazioni di Trump suscitano condanne anche nel suo partito. Come sempre il capofila dei dissidenti è Mitt Romney, ex candidato alla Casa Bianca nel 2012 contro Barack Obama. Senatore dello Utah, il repubblicano Romney ha avuto parole durissime contro il suo presidente: "Essendo fallito ogni tentativo di dimostrare brogli, il presidente ora fa pressione sugli eletti locali per sovvertire la volontà popolare e ribaltare il responso del voto. E' difficile immaginare un comportamento più antidemocratico da parte di un presidente in carica". La ferma reazione dei due repubblicani del Michigan sembra indicare che Romney non è più una voce isolata nel Grand Old Party, e la solidarietà verso il presidente uscente si sta indebolendo.