I
giudici hanno confermato la validità del voto per eleggere il nuovo
presidente degli Stati Uniti. Lunedì la proclamazione di Biden.
Nonostante
i giudici repubblicani (6) siano in netto predominio nei confronti
dei democratici (3) nella Corte Suprema, la votazione si è conclusa
9-0 contro il ricorso di TRUMP.
Il
più grande CAZZARO della storia USA dei Presidenti dal 1789.
New
York
- E'
la pietra tombale sulle ultime illusioni (vere o finte) di Donald
Trump di ribaltare con ricorsi giudiziari la vittoria di Joe Biden.
Com'era previsto, la Corte suprema boccia il ricorso presentato dallo
Stato del Texas, roccaforte repubblicana, per contestare i risultati
già certificati in favore del democratico da altri quattro Stati. E'
significativo che neppure i giudici più conservatori - in un
tribunale costituzionale sbilanciato a destra, con sei repubblicani
contro tre democratici - abbiano voluto dare spazio al tentativo
estremo e improbabile del Texas. La manovra di quello Stato era
apparsa inconsistente fin dall'inizio: il sistema elettorale Usa è
regolato da ogni Stato e proprio la destra ha sempre difeso questa
prerogativa costituzionale dei poteri locali. Perciò la stessa
cultura giuridica dei giudici più conservatori ha impedito di
prendere in considerazione questa "ingerenza" del Texas
nelle procedure elettorali di altri Stati.
Con
questa bocciatura della Corte suprema, la strada è definitivamente
spianata per l'ultima scadenza istituzionale: questo lunedì 14 il
Collegio elettorale prenderà atto dei risultati certificati dai 50
Stati e proclamerà formalmente Biden come il prossimo presidente
degli Stati Uniti. E'
il passaggio istituzionale che spiana la strada verso l'Inauguration
Day,
l'insediamento alla Casa Bianca di Biden il 20 gennaio. Che cosa farà
Trump, ora che ha perso ogni speranza? Ma aveva davvero sperato di
ribaltare per vie giudiziarie un risultato incontestabile, facendo
leva sul ruolo locale dei repubblicani in diversi Stati vinti da
Biden? E' vero che Trump ha costruito la sua controversa carriera da
immobiliarista su battaglie legali spregiudicate, ma per lui negare
la "concessione della vittoria" ha altri significati.
Anzitutto
Trump si è costruito un personaggio che non può ammettere l'epiteto
infamante di "loser",
perdente,
con cui lui licenziava i concorrenti bocciati nel suo reality-tv The
Apprentice. Inoltre negare la legittimità di Biden può essere
funzionale al disegno politico di ricandidarsi nel 2024. Trump
passerebbe i prossimi quattro anni a rilanciare la falsa leggenda di
un'elezione truccata e rubata.
Lui
stesso preparò il lancio della sua candidatura nel 2015 cavalcando
un'altra fake-news di cui lui stesso è autore, quella su Barack Obama nato in Africa quindi
ineleggibile.
Anche
quello era un modo per contestare la legittimità di un presidente
regolarmente eletto.
Ma
questo è drogato senza far uso di sostanze.