- maturazione bio-fisiologica
- individuazione-separazione
- sviluppo delle competenze emozionali, cognitive e sociali
- contestualizzazione socio-culturale.
- la famiglia in tal senso rischia sentimenti di ambivalenza: da una parte vorrebbe ancora il figlio bambino, dipendente, gratificante, dall’altro lo vorrebbe considerare già grande, autosufficiente, maturo, capace di conseguire autonomamente i suoi obiettivi;
- l’ambiente sociale a sua volta pretende che egli si comporti da adulto, ma spesso lo disconferma in questo ruolo e lo respinge nel mondo dell’infanzia;
- il gruppo dei pari è variegato e non offre punti di riferimento omogenei rispetto alle altre agenzie di formazione ed educative (famiglia, scuola, ambiente sociale).
- nella costruzione dell’identità e nelle modificazioni
- del sistema di sé dell’adolescente stesso.
SVILUPPO DELL’IDENTITA’
Un altro fenomeno che caratterizza l’adolescenza è lo sviluppo del Sé: la maggiore maturità intellettiva rende l’adolescente più interessato e più critico verso il proprio ambiente di vita e maggiormente consapevole come soggetto dell’interazione con un contesto sociale più ampio.
Mentre nelle precedenti fasi di sviluppo il fanciullo si identificava con persone della sua esperienza concreta, durante l’adolescenza LA SCELTA DELL’OGGETTO DI IDENTITA’ DIVENTA MOLTO PIU’ COMPLESSO.
Dal punto di vista neuropsicologico l’adolescente comincia a formarsi il suo “io” cosciente sulla scorta di conferme/rifiuti delle pregresse memorie (apprendimenti) in relazione alle nuove esigenze.
Nel cervello dell’adolescente le pregresse memorie, nell’infanzia assorbite e vissute automaticamente, acriticamente, cominciano ad essere filtrate alla luce di un proprio senso di identita’ (ancorché in formazione), del proprio “io cosciente”.
I lobi frontali (sede di autodeterminazione e progettualità) iniziano a “rileggere” criticamente le informazioni depositate in memoria, operando conferme o rifiuti.L’adolescenza puo’ rappresentare il periodo di maturazione di “semi” gettati nell’infanzia, dando luogo a un divenire piu’ o meno armonioso delle potenzialita’ e delle idee del soggetto (costruzione dell’individualità nel tempo e nello spazio = progetto finalizzato) oppure puo’ costituire un periodo estremamente critico di vulnerabilita’ in assenza di un pregresso progetto educativo funzionale non solo all’attualita’ ma anche al divenire (frattura rispetto all’infanzia e ricerca “casuale” di una identità più o meno condizionata = tentativi ed errori). LA NEUROPSICOLOGIA DISTINGUE TRANel cervello dell’adolescente le pregresse memorie, nell’infanzia assorbite e vissute automaticamente, acriticamente, cominciano ad essere filtrate alla luce di un proprio senso di identita’ (ancorché in formazione), del proprio “io cosciente”.
- PERSONALITA’: caratteristiche tipologiche acquisite sulla base di istruzioni e condizionamenti che “mascherano” la realtà dell’individuo (adattamento per necessità, senza un reale progetto educativo che tenga conto delle inclinazioni e delle potenzialità del soggetto)
- IDENTITA’: ricerca di appartenenza ad un gruppo o sistema sociale per essere riconosciuti e accettati, per non essere emarginati o considerati “diversi” (adattamento tramite l’interiorizzazione dei modelli socio-culturali)
- INDIVIDUALITA’: caratteristiche proprie e potenzialità coordinate armonicamente in un soggetto che integra il proprio Io al Sé, ovvero non rinuncia alle proprie peculiarità e finalità pur armonizzandole alle richieste e possibilità ambientali (vero adattamento volitivo, senza rinunciare all’Io, conoscendo e rispettando le proprie motivazioni interne).
L’adolescenza mette in discussione l’intero sistema di valori acquisito tramite il processo di socializzazione e puo’ rappresentare una fase grandemente utile per giungere alla propria individuazione.
DALL’ATTACAMENTO ALL’INDIVIDUAZIONE
Perche’ tale fase di crescita e di individuazione possa aver luogo nella serenita’ e con auto-determinazione occorre che nelle prime fasi di sviluppo del bambino si siano prodotti sani processi di attaccamento. Classicamente vengono identificati 4 stili di attaccamento, ognuno con massicce conseguenze sullo sviluppo dell’individuo e delle sue future relazioni:- l’attaccamento sicuro costituisce la forma più adeguata: si ha con madri responsive e rispondenti ai bisogni materiali e prima ancora emozionali del neonato, congrue nei loro comportamenti, accessibili al bambino (la cc.dd. “base sicura”);
- l’attaccamento ansioso-evitante è esperito da bambini che hanno madri poco responsive, rifiutanti rispetto alle richieste di vicinanza del bambino;
- l’attaccamento ansioso-resistente avviene con madri imprevedibili e incoerenti, discontinue nei segnali che inviano al bambino e ambivalenti rispetto ai segnali provenienti dal bambino;
- l’attaccamento disorientato-disorganizzato, tipico di madri spaventate e spaventanti, a causa di pregressi traumi non risolti (lutti, violenze, abusi sessuali).
Ad ognuna di queste forme corrisponderà in età adulta una particolare tipologia di personalità e una specifica identità sessuale, insieme a diverse esigenze relative alla condotta sessuale.
Il comportamento della madre (o del care-giver), le cure fornite al bambino, la relazione fisica ed emozionale che si instaura, rappresentano un insieme (più o meno coerente) di stimolazioni = informazioni = energia che nel sistema nervoso centrale vanno a produrre sinaptogenesi, connessioni nervose, tessuto cerebrale (memorie).
Le cure, le carezze, il calore e il tono del corpo materno attivano nel neonato e nel bambino i recettori del piacere, che consentono al bambino stesso di sperimentare, con evidenti segnali corporei di gratificazione, la sicurezza del supporto materno ed il piacere che il corpo può dargli.
LO SVILUPPO SESSUALE E LE TEORIE SULL’ATTACCAMENTO
LE FASI DELLO SVILUPPO SESSUALE
La sessualità rappresenta un elemento portante dell’intera personalità dell’individuo. Il concetto di IDENTITA’ SESSUALE concorre in modo massiccio alla formazione della personalità: l’individuo non è in equilibrio se non ha una percezione corretta della propria identità sessuale.Questa si costituisce attraverso un lungo periodo che parte dalla vita intrauterina ed arriva fino all’adolescenza.Esistono diversi momenti nell’ontogenesi dell’identità sessuale:
- l’acquisizione del sesso genetico (al concepimento)
- il sesso gonadico (tra la 7. e l’11. settimana di gestazione)
- il sesso ormonale
- la presenza del sesso genitale (3.-4. mese di vita intrauterina)
- il sesso encefalico (al 4.-5. mese di vita intrauterina)
- infine, il sesso fenotipico (alla nascita).
- la maturazione somatica,
- l’acquisizione di identità di genere,
- la percezione del sesso psicologico (nell’adolescenza).
- identita’ di tipo eterosessuale
- identità di tipo omosessuale
- identità di tipo bisessuale
- identità di tipo transessuale.
Lo sviluppo sessuale avviene attraverso il progressivo divenire dei BISOGNI ai quali il soggetto in E.E. deve avere risposte adeguate: in caso contrario, la mancata soddisfazione provocherà notevoli disturbi sia a livello dell’identità sessuale, sia, più in generale, nell’ambito della sua intera personalità.
GLI STADI DI SVILUPPO DEI BISOGNI
Gli stadi di sviluppo dei bisogni sono riassumibili nel seguente schema:- bisogno di attaccamento da 0 a 18 mesi- bisogno di autonomia da 18 a 36 mesi- bisogno di ruolo sessuale dai 3 ai 5 anni- bisogno di autostima dai 6 agli 11 anni- consapevolezza della meta sessuale da 11 a 15 anni- bisogno di agire la sessualità dai 15 anni alla fine dell’adolescenza- La fase dell’AUTONOMIA è caratterizzata dal progressivo spostarsi delle esigenze del bambino dalla simbiosi con la madre verso la ricerca di spazi di libertà (i primi “no”, la tolleranza dell’assenza della mamma, maggior ruolo del padre, oggetti transizionali, automanipolazione sul corpo nei momenti di solitudine o per la paura dell’abbandono).
- La fase di bisogno di RUOLO SESSUALE è il momento del riconoscimento delle differenze sessuali, di apprendimento di comportamenti legati ai diversi ruoli sessuali, curiosità verso zone del corpo a più specifica connotazione erotica.
- La fase del bisogno di AUTOSTIMA copre, nella pratica scolastica, gli anni della scuola elementare (“latenza”) e non appaiono manifesti interessi o momenti di sviluppo sessuale. Si sviluppano molto le competenze sociali e l’apprendimento di comportamenti tipici del sesso maschile o femminile e, in particolare, si sviluppa un adeguato senso di autostima, che deriva dai riconoscimenti che l’ambiente offre al bambino.
- La consapevolezza della META SESSUALE comincia a manifestarsi nella pubertà: la comparsa dei caratteri sessuali secondari, insieme con lo sviluppo di intense pulsioni sessuali, consente l’identificazione maschio/femmina = identificazione con soggetti del proprio sesso e attrazione verso l’altro sesso (possibili difficoltà e diverse identificazioni).
- AGIRE LA SESSUALITA’ diventa il momento finale in cui la dimensione del comportamento sessuale agito consente di perfezionare la scelta sessuale e di integrarsi completamente in una possibilità di vita sessuale adulta che dovrebbe comprendere, oltre al soddisfacimento corporeo, anche il pieno appagamento dei desideri affettivi e di scambio.
L’IDENTITA’ SESSUALE - Aspetti psicologici nell’adolescenza
- GENERE SESSUALE - Al momento della nascita ogni individuo viene indicato come maschio o femmina mediante l’osservazione dei genitali esterni (dimensione bio-fisiologica)
- IDENTITA’ DI GENERE – Consiste nella consapevolezza interiore che ogni persona ha del proprio genere sessuale (dimensione psicologica)
- IDENTITA’ DI RUOLO – Rappresenta il riscontro sociale della identità di genere ed è strettamente legata ai rapporti con altre persone (dimensione psico-sociale)
IDENTITA’ DI GENERE
Coinvolge circolarmente vari fattori: GENETICI Þ AMBIENTALI Þ INTRAPSICHICI Þ RELAZIONALI ed è in funzione di:
- LE DISPOSIZIONI innate a livello cromosomico ed endocrinologico, tenendo però presente che è l’interrelazione tra tali forze biologiche e i fattori ambientali che determina il comportamento;
- L’ASSEGNAZIONE del sesso alla nascita in base all’aspetto dei genitali esterni;
- LE DIFFERENZE comportamentali innate legate al sesso;
- LE SENSAZIONI corporee del bambino, soprattutto a livello delle zone genitali;
- DEI GENITORI: fin dal primo riconoscimento del sesso del bambino, i genitori provano sensazioni differenti riguardo ad un neonato (e persino in gravidanza, dopo l’ecografia) a seconda che sia maschio o femmina.
Dopo la nascita, sono fondamentali gli atteggiamenti e gli investimenti, soprattutto materni, nei confronti del sesso del neonato, per stabilire e rinforzare nel figlio lo schema corporeo, l’identità di genere, le sensazioni somatiche di piacere o rifiuto, le relazioni oggettuali del bambino.
L’identita’ di genere e’ basata su profondi e complessi vincoli tra mente e corpo e determinate aree del corpo acquistano un senso mentale soprattutto in ordine alle stimolazioni che ricevono.
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